Tutto pronto?


Non so da che parte iniziare a rispondere alla domanda...
Si, perché per essere pronti, siamo pronti. Valige, anzi zaini, chiusi già da un paio di giorni, biglietti su Italo Verona Roma e posti sul volo Roma Buenos Aires di domani, venerdì 15 alle 18.35, già prenotati. Fila 42C, 42D, 42E.
Ecco, la verità è che non so se sono pronto a reggere alle emozioni di questo viaggio in tre, Enrico, Luca ed io, per la prima volta assieme per un periodo così lungo e in un posto così lontano da quel magnifico 2013, anno della rinascita, quando abbiamo solcato il suolo australiano segnato dai passi del blog iTreDonisiInAustralia.

Sono sicuro che vivremo, come allora, in un clima di svacco totale, appoggiato alle note delle musiche di Enrico, alle burle mie e di Luca nei confronti dei suoi scatti di entusiasmo, alle puzze che aleggeranno nelle nostre stanze subito dopo lo scoppio delle valige, anzi (e due... questa cosa da backpacker non l'ho ancora assimilata) degli zaini, agli imprevisti così prevedibili che incontreremo in questi giorni.
 
Il fatto è che, da allora, sono passati 10 anni! 
Non che nel frattempo non abbiamo avuto occasione di fare vacanze noi tre da soli. L'ultima volta, in un clima come quello descritto sopra, abbiamo volteggiato con la bici elettrica su e giù per le Langhe sulle tracce di Johnny, il partigiano. Ma, da un viaggio come quello che ci accingiamo a fare, sono passati 10 anni! E questo, si voglia o no, fa si che noi, tutti e tre, siamo persone diverse da quelle di allora. Chi perché padre, chi perché medico in cerca di futuro, chi perché, oltre che padre, anche nonno altrettanto in cerca di futuro, non siamo certo quelli del 2013!

Anche se... aspetta un attimo. Io non mi sento poi così diverso, soprattutto se mi lascio andare. Se mi lascio trasportare dalla leggerezza, dalla gioia che mi regala la possibilità di viaggiare con i miei bambini, scompare ogni bisogno di confronto con tempi e vite diverse.
Una cosa però la so, e l'ho voluta vivere così fin dall'inizio lasciando tutto in mano loro (specialmente in mano al vulcanico Enrico): questa volta, per la prima volta, il più piccolo, il più bambino, sarò io.  

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