I’ultimo passo
Osservando i ballerini di questa milonga “Porteño y Balerin” nel locale El Beso (lungo tragitto per 2 euro di taxi da casa nostra!) intuisco che il passo che accompagna le ultime note ha un suo specifico valore. Quanto meno per il fatto che, dopo un fermo immagine perfettamente sincronizzato con la musica, i ballerini, quasi sempre al primo ballo tra di loro, si lasciano andare a sorrisi e convenevoli così distanti dalla serietà ad occhi chiusi che ha accompagnato i loro passi.
Un po’ come questa giornata che esplode alla fine in un fermo immagine a bocca aperta sui passi di questi danzatori con la gioia di noi tre consapevoli di aver vissuto, questa sera, un momento davvero autentico e speciale.
In particolare per Enrico che non resiste e si lascia andare in un ballo niente male.
Lui è sempre più il leader indiscusso di questa vacanza.
Con la sua inarrestabile voglia di scoprire, dribblando le mie (poche) resistenze da boomer, riesce sempre a dare a questa vacanza il sapore di un’autentica immersione nei posti migliori.
A volte, come ad Iguazu, è inevitabile essere circondati da migliaia di turisti.
Ma se non fosse stato per lui, non avrei goduto del clima vero di Ushuaia, nel pub Dublin, o del ricercato, ma alla portata , ristorante vegano Gioia che nel nome e nei fatti ci ha disintossicato oggi a pranzo rendendo felice in particolare Luca.
A volte mi rendo conto che potrei anche prendere l’iniziativa, ma poi questo ruolo di bambino al seguito è troppo bello e anche se Enrico se la prende un po’, si rimette subito all’opera e siede davanti sul taxi, paga i conti, cambia i soldi, insomma un vero papà e non solo di Leo 😀.
Come ha scritto Luca questo è un viaggio nel viaggio e la scoperta di nuovi ruoli ne fa parte pienamente.
Il quartiere Recoleta, dove abbiamo il nostro appartamento, mi ha dato l’impressione di un posto più signorile e ordinato nelle architetture del quartiere Palermo. Nei suo parchi troneggiano ficus secolari che commuovono per la bellezza. Come in tutto Baires i marciapiedi sono ricoperti dalle mattonelle a quadretti che mi fanno molto Rimini anni 60. Però la pulizia è assoluta, mi stupisce che quasi mai vedi per terra carte o mozziconi.
Per fortuna non abbiamo avuto problemi con le manifestazioni che ci aveva preannunciato il tassista. Certo è che la città è talmente grande che forse solo in certi punti nevralgici ci sarà stato qualcosa.
Se ci sono, domani Enrico ci trascinerà, nel nostro ultimo passo qui, nei posti giusti per vederle.







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