Tanto di Cappello
Ad uno, orbo come me, le Torres del Paine riservano la sorpresa solo viste da (relativamente) vicino. Ed è una sorpresa che lascia senza parole. Il tanto di cappello del titolo non è buttato lì a caso.
Il massiccio è formato da tre poderosi e differenti strati di roccia. Quello basso, di rocce stratificate e sedimentario ha un andamento ondulato ed è di un colore grigio che non cambia con la luce. Quello in mezzo, imponente, è di roccia plutonica, meglio conosciuta come granito e si presenta come una parete liscia e verticale, infine la cima delle montagne è guarnita da uno strato di argilla pietrificata, nera come la pece che, da orbo, avevo inizialmente confuso con una sfumatura di ombre o un’improbabile macchia di vegetazione.
L’impatto, alla vista dei tre strati è affascinante ed ancor di più valore prende il contesto, quando, al tramonto, lo strato di roccia plutonica (il granito) assume quella colorazione rosa che rende uniche (o quasi, a questo punto) le Dolomiti.
La cosa spettacolare è che, grazie alla posizione straordinariamente elevata sul resto del panorama intorno che è sostanzialmente piatto e quasi al livello dell’oceano la colorazione rosa delle pareti di granito dura quasi tre ore! (Btw, il nostro albergo, che sembra adagiato su una radura di montagna è solo a 60m sul livello del mare).
Non posso inventarmi un nuovo pari merito al terzo posto. Né me la sento di scalzare Piscinas o tanto meno le Dolomiti stesse. Però, però…
Ecco, questo post finisce qui, in onore della bellezza di questo posto, sorvolo sulla meravigliosa fatica della camminata, verso il Mirador Cuernos, illuminato dal verde smeraldo dei mille bracci del lago Nordenskjönd, o dal bianco spray del Salto Grande, la più grande delle cascate del Rio Serrano. Così come sorvolo sulla probabile foratura di uno pneumatico del Cesso Patagonico segnalata dal novecentesco computer di bordo a metà della strada di ritorno.
Preferisco godermi, dopo un bagno in piscina, un giro al fiume e una doppia vittoria a bigliardo, il ricordo di una giornata tra le più belle. Grazie Enrico per l’idea e l’organizzazione!






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