L'Eminenza Grigia

Mentre aspettiamo il gatto Luca e siamo riusciti finalmente a stancare l'instancabile nonno Diego, e' venuto il momento che aggiorni io questo blog. In altre parole, l'eminenza grigia dietro questo viaggo. 

Il cardinale Richelieu pero' almeno aveva uno scopo e qualcosa a cui tendere, io se ce l'ho non ho ancora capito quale sia e quindi forse a me si applica meglio quello che diceva Oscar Wilde quando diceva Art for Art's Sake, un po' come il mio Planning for Planning's sake. 

Fatto sta che siamo alla fine della terza notte di viaggio, non contando il volo e le stelle con cui abbiamo ballato. Le prime due notti le abbiamo passate a El Calafate, un posto di frontiera che i miei due compagni di viaggio hanno trovato particolarmente affascinante, mentre io ho forse apprezzato di piu' il fatto che fosse una base comodo per il Perito Moreno e per le bellezze circostanti, e meno per il posto in se a parte la presenza assidua di birra artigianale di tutti i tipi e te mate. Parlando delle prime due notti, nella scelta dell'Airbnb mi sono concentrato piu' sul nome della host, Liliana, come nostra nonna e mamma di Papa', che sul fatto che forse qualche recensione avesse menzionao la vicinanza a pochi metri del centro di spurgo cittadino per le fogne. Ora, non che l'odore entrasse nella nostra abitazione, ma sicuramente ci accompagnava alla porta.

El Calafate e' stato quello che doveva essere, una porta di ingresso all'Argentina e alle avventure che ne sono susseguite. Il Perito Moreno mi e' piaciuto molto, ma devo dire che mi accodo a mio papa' quando concordo che alla grandezza immensa che esprime, forse il risultato finale viene deturpato dal fatto che sia un enorme blocco di ghiaccio e, almeno a me personalmente, Games of Thrones me ne ha fatto vedere uno piu' grande con il muro a Nord. La prospettiva dalla barca mi ha particolarmente intrigato ed e' sicuramente un posto che rimane molto anche nel dopo in quanto unico. Consigliato sicuramente si, nella top 5 forse no. Il classico, almeno una volta nella vita. Forse l'esperienza e' stata anche in qualche modo toccata dal fatto che la fruizione fosse tutta "guidata" da un percorso di passarelle e gite in barca, piu' che da una spontanea scoperta dietro un albero di qualche vista particolare che e' solo la tua. 

Partendo dalla fine di oggi, questa e' forse l'impressione che Torres del Paine ti da. Nonostante l'hotel di semi lusso scelto, nonostante gli orizzonti da cartolina, sembra ancora un posto autentico e selvaggio da esplorare. Una vero Into the Wilds. Dopo 6 ore di viaggio, partiti in ritardo causa addetto dell'Hertz lento (tipico degli argentini), 40 minuti di attesa per comprare una SD card per un commesso interdetto, e quindi arrivati solo verso le 7pm, Torres del Paine si e' mostrata in tutte le forme durante il tragitto. Prima solo come un miraggio nella prateria Argentina, poi scomparsa mentre andavamo a Esperanza a prendere la benzina, poi ricomparsa e fatta sempre piu' vivida man mano che ci avviciniamo, ma, come ogni miraggio, sempre piu' lenta da raggiungere rispetto a cosa uno si aspettasse. Non che ci siamo annoiati. Luca si e' cimentato piu' volte in riprese con drone che ormai raggiungono livelli da cinematografo. Papa' ha guidato per la maggior parte del tragitto dopo aver gettato la sua patente nel banco dell'addetto Hertz invece che quella di Luca, approfittando di un momento di distrazione. A 50km dall'arrivo i laghi, le foreste e l'immensita' della vista e gli orizzonti che presenta il posto reggono i confronti con le gettonatissime, per noi italiani, Dolomiti. Non abbiamo ancora avuto modo di esplorare, ma da eminenza grigia del viaggio che si e' impegnata a trovare l'itinerario e a scandirne le tappe, noto con piacere nei miei con viaggiatori l'ammissione che passare 4 giorni qui possa valere la pena, dopo aver sentito per tutto ieri che forse 4 giorni erano troppi. Li sto forse convicendo, forse.

Questa tappa e' anche il momento che il viaggio diventa viaggio. I primi due giorni sono sempre spesi a riprendersi e a capire dove si e', ma da oggi e' anche il momento di cominciare a concentrarsi non sul rendersi conto di essere qui, ma sull'essere qui. Noto ancora resistenze, ma chiaramente gli argomenti diventano piu' profondi e anche gli spazi e le liberta' che uno cerca sono diversi. Nei prossimi giorni esploreremo molto, mi auguro di sia internamente che esternamente, davanti a questi orizzonti da quadro, a un piatto a base carne, o una buona bottiglia di vino locale. Il viaggio continua.

P.s. Da buona eminenza grigia ho aspettato il momento opportuno e ho propinato agli altri viaggiatori minuti e minuti di melodic house durante il viaggio, in parte apprezzati anche da mio papa'.

P.p.s. Oggi abbiamo sconfinato da Argentina a Chile passando due confini di terra. E' sempre un piacere farlo cosi perche si nota di piu' il cambio. Purtroppo il Chile che vivamo qui non e' quello "vero" e quindi non credo ne traerremo molte opinioni o riflessioni, ma il primo impatto e' ottimo. 

P.p.s. Se avete un lungo viaggio davanti e avete una macchina fotografica, portartela. Si sta rivelando la scelta migliore, sebbene fosse stata criticata all'inizio.

P.p.p.s. Leo, e Miriam, mancano tanto. Tuttavia, e' anche bello fare il ruolo di figlio e non di padre un'altra volta. Inoltre, loro stanno molto bene. Sono arrivati in Germania e Leo ora si diverte tantissimo con suo cugino Levi, una gioia per gli occhi.

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