Lo Scorrere del Fiume

I giorni a Torres del Paine scorrono veloci, quasi troppo. 


Ho ancora nelle orecchie il commento di mio papà e Luca prima di partire da El Calafate che non erano sicuri che fosse stata una buona idea fare quattro giorni lì perché sembravano troppi. Nel momento di prenotare, confesso la verità, non avevo molta idea di cosa aspettarmi da Torres del Paine ('TdP'), ma la combo hotel bello e posto naturale a detta di molti fantastico poche volte va male. L'avevo imparato anche questa estate quando con Miriam e Leo siamo andati sulle Alpe di Siusi all'hotel Icaro, un hotel bellissimo con una bellissima vista del Sasslong che ci ha accompagnato per 5 notti. 


Una formula simile si ripropone a Torres del Paine, dove l'hotel Rio Serrano si presenta subito maestoso, ben inserito nella realtà circostante e meno intrusivo di come lo pensavo. L'indubbio plus é che tutte le camere hanno la vista prima sul giardino grande e verde dell'hotel con occasionalmente cavalli liberi che pascolano, falchi, e altro, poi sul fiume, poi in lontananza sul bellissimo massiccio di Torres del Paine. 


Torres del Paine ti fa capire subito che richiede tempo, non sai ancora bene per cosa quando arrivi, sebbene uno possa ammirare le viste e l'orizzonte vasto fatto di grandi laghi, colline e montagne. Montagne, in particolare nel complesso del Paine, caratterizzate da 'torri' stratificate con rocce diverse che al tramonto si illuminano come le Dolomiti. In questi quattro giorni siamo andati a cavallo, abbiamo camminato, usato la spa, usato il drone (dronato) raggiungendo picchi di qualità molto alta, camminato in riva al fiume, giocato a biliardo, e tanto altro. La realtà é che tutto ciò é avvenuto in un contesto non replicable nel mondo che ci siamo abituati oggi, forse emana più un ricordo anni '20-' 50 dove viaggiare era più un lusso riservato a chi voleva esplorare e aveva le risorse per farlo. I posti erano ancora inesplorati e, se belli, sicuramente frequentati ma da un numero di persone molto limitato. 

Capiamoci, Torres del Paine ha anche attività a poco costo e permette di dormire in una serie di campeggi o anche in tenda nei vasti spazi liberi, e quindi la barriera di ingresso non é fatta dai soldi, ma chiaramente non é facilissimo da raggiungere mancando aeroporti vicini e richiedendo uno sforzo specifico per arrivare. Il risultato però, é che ti trovi in un posto che é virtualmente incontaminato dall'uomo. Il numero totale di turisti con cui ci siamo confrontati parla di qualche decina, forse una centinaia, rispetto alle migliaia che uno potrebbe aspettarsi, nei vari percorsi. Ci sono pochi hotel con poche camere, il nostro forse é il più grande. Tante volte ci si trova a camminare da soli o con poca compagnia in posti che da altre parti del mondo sarebbero presi d'assalto. 

Ci sono laghi, ma non ci sono barche, porti, moli. Ci sono fiumi, ma non vi é gente che pesca, ci sono recinti che delimitano l'entrata del parco e le poche proprietà presenti, ma non ci sono altre cose 'private'. Non ci sono mozziconi di sigarette, rifiuti, sporco. Non vi é mai un momento dove pensi ecco questo é 'brutto' perche manipolato dall'uomo. Non ci sono stazioni di servizio, ospedali o altre cose che rimandano alla civiltà. 


Il risultato é che ti senti libero di esplorare un'area comune libera grandissima con bellissime viste e posti di valore naturale e animale molto alto. É anche per questo che ci si trova tante volte a camminare vicino a cavalli liberi in posti non recintati che ti fanno sentire parte di qualche film del passato che rappresentava epoche ancora prima. 


Lo stare fuori dal parco ci ha anche permesso di apprezzare la bellissima area del Rio Serrano, il fiume, fatta di una foresta con alberi non riconducibili al nord del mondo, radi, dove camminare in libertà seguiti forse da qualche cane amico o cavallo amico. L'ultima sera ci siamo seduti ad ammirare lo scorrere del fiume e del tempo, ascoltare Bob Dylan, e lasciarci andare nei nostri pensieri. In altri posti ci sarebbero state distrazioni di ogni tipo, li la natura e la nostra anima si é concentrata in quel momento, infinito. 


Il dubbio che ti lascia Torres del Paine o che potrebbe lasciare a chiunque ci stia seguendo o veda le nostre storie é di due tipi: 1) Cos'ha di diverso dalle nostre Dolomiti; 2) Ci devono essere altri posti come Alaska, Canada etc. Dove il concetto di vastità viene equagliato se non aumentato. 


Sul numero 1 devo dire, sebbene abbia le Dolomiti vicino, il contesto che Torres del paine offre non é eguagliabile. É vero, forse é più concentrato rispetto all'area dolomitica, ma la vastità delle bellezze naturali è densità che offre rispetto alle Dolomiti in un contesto di mancanza di 'umani' non é comparabile. Sul numero 2 ancora non lo so, devo però pensare che se TdP é stata nominata l'ottava meraviglia del mondo da National Geographic un motivo di diversità ci deve essere. Forse é il mettere insieme le vastità di quei paesi e offrendo allo stesso tempo delle particolarità morfologiche simili alle Dolomiti. Per la mia esperienza personale poi, per quanto vasti i posti in Canada o Alaska possono essere, essendo così legati al mondo occidentale, se ne valessero la pena sarebbero già stati sfruttati in lungo e in largo dal turismo di matrice americana, e forse in parte lo sono. 


In altre parole, quattro giorni sono bastati a farsi un'idea, ma per le sensazioni vere che quel posto da e il senso di libertà che ne viene non ne sarebbero bastati molti altri. Ci terremo il ricordo di quei silenzi, quegli spazi, quell'aria, i discorsi, nella speranza di un giorno tornarci per riviverli. 


Ora avanti con il viaggio, entrato nel vivo, verso La Fin del Mundo, Ushuaia... 











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