Il Senso del Viaggio

Dall'aereoporto di Buenos Aires dove sto per partire con un volo Avianca che mi porterà in Repubblica Dominicana, guardo fuori dalla finestra. Sono le 6.55, il sole é già alto e fa già caldo fuori. Apparecchi della ditta intercargo, che opera l'aeroporto, sfrecciano sulla pista. L'assistente di volo vestita di rosso ha appena finito di spiegare le norme di sicurezza. Ho due ore di sonno in corpo, finendo una cena in solitaria verso le 1.30, letto alle 2, sveglia alle 4. Una volta arrivato in aeroporto ero l'ultimo della fila bagagli, un classico. Papà direbbe che non prendo abbastanza contingency quando faccio i piani. Alla fine, riesco ad arrivare agevolmente al gate, sebbene non abbia tempo di spendere i pesos rimanenti, chissà quale sarà il valore quando torneremo. Facile che il loro potere di acquisito deteriori ancora. Sono concentrato, ho le cuffie e la mascherina per gli occhi pronte per accompagnarmi presto al sonno. Ringrazio il mio io del passato che decise di prendere dei posti finestrino senza compagno vicino, dei posti premium si direbbe.

Quelle stesse cuffie mi hanno salvato poco prima, quando dopo una pausa nei bagni dell'aeroporto, dirigendomi verso il gate mi accorgo che il segnale comincia a tremolare. Mi rendo conto di non avere più il telefono, corro, lo ritrovo. Fiuu.

La cena di ieri l'ho organizzata all'ultimo dopo essermi reso conto che alla fine avevo una serata in più a Buenos Aires rispetto ai miei compagni di viaggio. Trovando interesse nelle sperimentazioni culinarie, ho visitato il secondo ristorante ad avere vinto stelle Michelin a Dicembre, in questo caso una, Trescha. Lo chef ha solo 25 anni, il più giovane chef stellato del sudamerica. Ho la fortuna di trovare un tavolo per le 22.15. La cena si svolge su 14 piccole portate, una più buona dell'altra. Una grande consolazione per le ore di sonno perse, avendo una sveglia così presto. In quelle occasioni, dove mi trovo da solo, provo a non stare tutto il tempo al telefono perché lo trovo maleducato. Piuttosto, provo a concentrarmi sulla coreografia dei cuochi in cucina, in questo caso a vista davanti ai nostri occhi, o ai commensali. Ad un certo punto, tuttavia, ispirato dal buon cibo e dall'accompagnento di vini, uso il telefono per scrivere dei pensieri.

Il pensiero va a Hector del Club Grisel, un club di Tango dove va ogni venerdì per partecipare alla Milonga delle ore 21.00, dopo la lezione. Con mio stupore e quasi imbarazzo, la persona alla porta che assegna i posti ai vari tavoli, mi siede vicino a lui. Il tavolo é da 4, e dietro ho Luis che si allaccia le scarpe. Hector ha quasi 80 anni e parliamo velocemente prima che lui si perda nel valzer della Milonga, che prevede una ricerca del partner tramite sguardi, e nient'altro. Mi chiede come si stia in Italia e io dico, nello spagnolo italiano sviluppato in questi giorni, che si sta generalmente bene, sempre alti e bassi ma alla fine si tira in avanti. Lui mi risponde secco che a Buenos Aires invece si sta male. Vorrei dirgli che non si direbbe, ma non trovo le parole. Luis mi chiede che ne penso della Meloni, alla quale domanda non ho parole per rispondere che lui capisca. Lui continua dicendomi che in Italia abbiamo avuto un grande politico, Gramsci. La Milonga procede, con le sue quattro canzoni alternate da brevi pause per parlarsi e alla fine da una pausa più lunga per mescolare le coppie. Il Club Gricel é molto autentico, ma mi viene più difficile nascondermi rispetto al El Beso con cui ero andato con papà e Luca solo due giorni prima. Perdo Luis e Hector che ballano, finisco di bere una cosa, mi alzo e me ne vado dopo una mezz'ora. Tiengo mucho da imparar, mi disse la signora del El Beso alle 1.40am. Ci sarà tempo per fare anche questo. Alla fine, mi trattengo solo una mezz'ora. É poco, ma abbastanza per rendere anche questo ricordo indelebile e non scontato. 

A quella stessa ora, il giorno prima, io, mio papà e mio fratello eravamo seduti all'aperto davanti al Niceto Bar. Ci stavamo per salutare. Io e Luca avremmo continuato prima li e poi al Niceto Club, mentre papà sarebbe tornato a casa. Tuttavia, riusciamo a convincerlo a visitare un altro posto, a fianco a dove eravamo seduti, Bar Carnal. A prima vista non si presentava come tanto e avevamo già declinato di entrare un'oretta prima, tuttavia questa volta entriamo. Non ci facciamo fermare dalle apparenze, e invece seguiamo un certo Zeitgeist che tante volte ci ha accompagnato in questa vacanza facendoci prendere decision giuste. Non far parte di un viaggio organizzato e il fatto che alla fine abbiamo tutti e tre curiosità molto simili, ci ha permesso di scoprire e spingerci oltre più volte in questa vacanza. Ci ritroviamo in un posto speciale che ci terrà impegnati per almeno due ore. Al piano superiore un dj 'spinge' house Beats di fronte ad un vasto pubblico di giovani (probabilmente 30-40) che ballano una musica che alla fine é molto semplice e ripetitiva, ma che se si chiude gli occhi prende molto. Tutti sono felici, chi per natura, chi per aiuti. Papà ci regala bellissimi momenti di lui che si immette nella folla e balla, in un tipo di posto che probabilmente non ha mai visto prima. Una volta scesi di piano, rimaniamo incantati dalla band che suona cover rock. Sono bravissimi, ci mettono molta energia. Suonano tanto, a volte in inglese a volte in spagnolo, hanno una sassofonista bravissima. A questo punto sono le 3.30am, é ora di tornare a casa con il solito uber e di terminare, insieme, una serata speciale che ha trovato uno sfogo casuale ma che ha aiutato a creare un delizioso contrasto con la sera prima, caratterizzata invece dalla visita notturna a El Beso, una sala di tango piccolina ma con gente appassionata, dove noi eravamo gli unici turisti.

Di turisti non deve averne visti molti neanche la tabaccaia, che scherza con noi che compriamo tre sigari locali Cienfuegos che i giornali avrebbero titolato il giorno dopo 'tre turisti trovati morti, avevano fumato un Cienfuegos', ammiccando alla scarsa qualità della produzione locale. Non si é rivelata poi così male.

Come della tabaccaia, di Hector, Luis, il tassista del primo giorno, il proprietario de El Beso, il bar Carnal, la Fiat chronos, il biliardo, il bowling, la birra calafate, la zorra, i ristoranti come gioia, aramburu, kalma, trescha, le cameriere di ushuaia, Thomas bridge, di menzioni particolari a dettagli, ve ne sarebbero da fare moltissime.

Riavvolgendo a due settimane fa, come questo blog mi aiuta a fare, mi rendo conto che ci siano tre aspetti di un viaggio. Prima di farlo, vi é un misto di emozioni e curiosità per i posti che si vedranno. Mentre il viaggio é in svolgimento, i posti che si visitano alla fine sono un contorno e motivo ti discussione, ma il viaggio é fatto di altre cose. Dettagli, momenti spontanei, incontri, conversazioni, sorprese. Dopo che il viaggio finisce, iniziano i racconti a casa, le riflessioni, le riadattazioni, i ricordi. Tuttavia, una volta tornati, ci si tende a concentrare sulle cose grandi, non sui dettagli o sui particolari minuziosi, come quelli da me elencati all'inizio di questo post.

Ecco, secondo me il senso del viaggio, poco raccontato e poco discusso, sta proprio invece nelle piccole cose, nei dettagli, nelle cose che si vivono che non sono così grandi da essere raccontate o 'Instagrammate', ma che nell'insieme creano esperienze che non sono replicabili nella vita di tutti i giorni, o in altri viaggi paralleli, e che non sono pensabili o immaginabili prima di partire. Ci sarà tempo per raccontare della grandiosità delle cose che abbiamo visto, e ci sono foto e video a testimoniarlo. Ci sarà tempo per me di scrivere un altro post di chiusura, ora che il viaggio é finito, e riassumere le impressioni di fondo su questo bellissimo paese. Ma in questo momento, a caldo, penso che se questo viaggio é stato un successo, non é stato tanto o solo per le cose che abbiamo visto, le interazioni che abbiamo avuto tra noi tre e la generale mancanza di imprevisti negativi, ma é stato perché in queste due settimane, il continuo susseguirsi di esperienze piccole ma vere e spontanee, hanno creato il senso che questo viaggio, per tanto, rimarrà irripetibile.



Commenti

Post popolari in questo blog

Mondo Gentile

I’ultimo passo

Metaviaggio