il Giorno Prima di Partire
Il giorno prima di partire non e' mai facile. Diventa facile se si ha tempo di progettarlo, pensarlo, organizzarlo. Non se diventa tutto parte di un grande blob. Se dediche 2 ore ad una valigia che dovra’ supportarti per tre settimane, 21 giorni, 23 mi ricorda Miriam. Forse 24. Insomma, tanto tempo.
Non e’ soprattutto facile se lasci qualcosa indietro. Da tempo immemore spingo una narrativa che la tua famiglia non e’ quella passata ma quella a divenire. Che per mio padre e mia madre la loro famiglia non erano i loro genitori, ma noi che eravamo da poco nati, io e Luca. Di conseguenza, non diventa facile pensare di lasciare la propria famiglia, Miriam e Leonardo, da soli per Natale e per capodanno, mentre io giandono in Argentina e poi Repubblica Dominicana e poi Miami.
Non e’ facile, ma poi ci rifletti e realizzi che: 1) questo era un viaggio che volevamo fare nel 2020, quando Leonardo non era ancora nato, ma poi per 2 anni una pandemia ci ha spezzato; 2) che alla fine il 25 di Dicembre non avro’ davanti i miei occhi estranei ma il mio papa’ e mio fratello Luca, famiglia indeed, che 3) mio figlio Leonardo non e’ ancora abbastanza grande, a 2 anni e 4 mesi, pe quanto intelligente, di capire che il suo papa’ non c’e’, tanto che vuole comunque sempre la mamma, che 4) mia moglie e’ abbastanza intelligente e comprensiva da capire che questo e’ un evento unico e che 5) difatti questo e’ un evento abbastanza unico. Dopo una serie di viaggi insieme quando eravamo piu’ piccolini, dal mar rosso, alla Sardegna (caprera), a Chicago a New York, per poi perdermi qualche anno per il lavoro prima di raggiungerli in Grecia con un viaggio all’avventura, prima di ritagliarmi un po’ di tempo dall’universita’ per raggiungere mio fratello in Australia a Novembre 2013, giusto piu’ di 10 anni fa, non ci sono stati altri viaggi da allora. Ho iniziato a lavorare, mio fratello ha iniziato l’universita’ e mio padre ha continuato a lavorare. Sinonche’ nel momento che mio padre ha compiuto 60 anni, poco dopo e’ scoppiato il Covid che ha fermato qualsiasi speranza di viaggio per un lungo termine.
Io e Luca pero’, che avevamo le idee gia’ chiare, ci eravamo messi in testa di fare un viaggio tutti insieme. Avevamo regalato a papa’ tre Lonely planet, Peru’, Brasile, Argentina. La mia idea, venendo da un periodo di lunghi viaggi in paesi emergenti, era di portare papa’ in un paese che non fosse cosi’ “pulito” come l’Australia o l’America, ma dove comunque ci saremmo potuti divertire con le cose che ci accomunano. La passione per l’avventura, la spontaneita’, e il bisogno di esperienze vere. Dopo il Covid l’Argentina e’ emersa come posto perfetto per tutti noi come idea. Si mangia carne, si fa hiking, si puo’ guidare, si puo’ vivere bene, si parla un simil italiano che si chiama spagnolo, insomma sulla carta tutto e’ perfetto.
Poco prima di partire, l’Argentina ha deciso di voltare la pagina ed eleggere un nuovo presidente del consiglio, dal nome di Milei. Il nuovo presidente segue la striscia dei populisti dall’Italia all’Europa al mondo. Al momento in cui scrivo sono 36 ore che ha deciso di devalutare la sua currency del 50%. Ora, ogni dollaro che spendiamo vale 760 pesos, invece che i 350 36 ore fa. Se lo scambiamo sul mercato nero ne vale 1070. Insomma, una economia sottosopra.
Detto questo, l’Argentina si presenta come un sogno lontano ma vicino. Posti come Ushuaia, Buenos Aires, Patagonia, Terra del Fuego, Iguazu, se non sono diventati nomi di clubs ad Ibiza o brands di vestiti, allo stesso modo rappresentano nomi iconici che ispirano ricordi e idee. Li visiteremo tutti, partendo da un volo di 14.5 ore che ci portera’ a Buenos Aires domani sera. Alla fine del quale, un altro volo di 3 ore ci portera’ a El Calafate, alle porte del ghiacciaio Perito Moreno. Che dire, non vedo l’ora.
Non capita spesso di viaggiare con la tua famiglia del passato, non quella odierna, e non vedo l’ora di goderne appieno ogni momento. La vita e’ breve e il fatto che riusciamo a fare questa esperienza da tre adulti e’ motivo di orgoglio e di commozione. Spero riusciremo a trovare tutti un minimo comune denominatore che rendera’ questa vacanza quello che deve essere, non una vacanza ma un viaggio, insieme, per ciascuno con altre 2 persone che rappresentano 2 delle persone piu’ importanti della propria vita per definizione. Sono contento che abbiamo creato questo momento e non vedo l’ora di poterlo vivere, testimoniare, condividere, raccontare, vivere ancora. Tutti insieme
P.s. e’ il 14 Dicembre e io sono ancora a Londra, ho il primo volo per Roma domani mattina e poi un altro volo per Buenos Aires la sera tutti insieme. Questa sera ho avuto al mia cena di Natale dell’ufficio. Sono le 1.15am, mi svegliero’ alle 6.00am per un volo alle 9.15am. Ma e’ ok, domani e’ un giorno di viaggio.
P.p.s. Devo ricordarmi di comprare una nuova Go Pro in aeroporto, questo viaggio merita di essere documentato.
P.p.p.s. Ovviamente ci sono tre grandi mancanze in questo viaggio. Mia mamma, Laura, mia moglie Miriam e mio figlio Leonardo. Per mio figlio Leonardo posso solo sperare che viva giorni bellissimi in Germania con Oma e Opa. Gli ho regalato un libro scritto da me con foto e storie nostre che spero lo aiuti a ricordare i nostri momenti belli (e brutti). Non vedo l’ora di rivederlo a Gennaio. Per mia moglie, Miriam, va tutto il mio amore e comprensione per rendere possibile una cosa del genere e per accettare e incoraggiare che io rimanga nella zona ancora di piu’, rendendo possibile un viaggio in Dominican Repubblic e Miami a seguire del viaggio in Argentina. Per mia Mamma, Laura, che soffre di non poter vedere me, mia moglie e il suo nipote in questo Natale. Che vorrebbe viaggiare con me e mio fratello ma non e’ questa l’occasione. Mi manca terribilmente e spero di poterla rivedere presto da solo o in compagnia. E’ il mio fare e il mio cuore, sono sicuro che riuscira’ ad accettare a supportare questo viaggio eventualmente.
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