Dei Turisti, Viaggiatori, Abitanti

Seduto a bordo piscina di un hotel in stile tropicale dove la maggior parte delle strutture deve essere stata creata a fine degli anni 90 sull'onda del riconoscimento UNESCO, rifletto sugli ultimi giorni.

Appena finito di scrivere il mio ultimo post su Torres del Paine, atterriamo a Ushuaia. L'impatto iniziale non potrebbe essere più traumatico, dovuto ad un misto di ritorno alla Civiltà e un vento da fine del mondo che sferza il viso. In particolare, la puzza del carburante delle macchine dopo giorni di aria incontaminata, mi faceva sentire leggermente intontito, quasi avvelenato.
Non avevo grandi aspettative su Ushuaia alla quale per l'appunto avevo dedicato solo un giorno intero e due notti nel mio itinerario di viaggio. Devo dire che Ushuaia non riesce a battere le aspettative nel complesso, in parte per causa nostra e in parte per causa sua. Papà ha già scritto tanto nel suo posto delle impressioni locali, ma é chiaro che ci sono tre tipi di persone nella città. Argentini che vivono li o si sono trasferiti per un periodo di ricerca, turisti arrivati in cerca di se stessi, dall'aspetto malandato o comunque vagabondo, e turisti di massa arrivati li perché é 'la fin del mundo', come se questo da solo giustificasse fare tutta la Strada per essere lì. Io collego noi a un turismo che può essere definito di massa, alla fine eravamo li perché era la fine del mondo, ma ci sentiamo separati da quel gruppo perché il concetto di esperienze mordi e fuggi non é per noi e ricerchiamo invece un turismo più autentico che é interessato ad essere in un posto per scoprire, non per invadere. Ci sentiamo più viaggiatori che turisti e questa é una differenza molto importante. Il nostro errore quindi, da qui la colpa nostra, é stata viaggiare a ushuaia da turisti e non viaggiatori. Ci siamo catapultati lì da El Calafate e ripartiti poco dopo, giusto in tempo per una escursione a bordo di una barca stracolma di formiche che non si é capito bene da dove fossero spuntate per passare essenzialmente 40m di tempo ancorati di fronte a dei noncuranti pinguini di per sé deludenti per stazza e movimenti. Potevamo fare il viaggio in macchina, 'conquistare' Ushuaia, e allora forse l'avremmo vissuta diversamente, le avremo dato un peso comunque sproporzionato ma almeno giustificato dalla fatica di raggiungerla.

Di Ushuaia salvo poco, però da salvare c'é. La prima categoria menzionata, gli argentini locali, ti travolge di affetto e similarità alla nostra radice culturale italiana, che finisci il viaggio sentendosi più vicino a loro che di ogni altra categoria. L'ultima cena 'regalo' una cena di pesce con 6 portare e vini abbinati a papà in un ristorante eccellente dal nome Kalma. Il personale del posto per professionalità, look e modo di presentare i piatti mi ha fatto sentire come se fossi a Londra. Hanno poco, ma sono molto preparati. Posti dove trovi cittadini del mondo alla fine non possono mai essere così male. Il Dublin, un pub irlandese trapiantato centro della cittadina aiuta a darci quel feeling che alla fine non era tutto così male. Salvo anche avermi dato lo spunto che da Ushuaia partono crociere per l'Antartide, questa si una esperienza avventurosa che forse un giorno mi farà tornare lì.

Il giorno del viaggio per Iguazú scorre in maniera un po' sconnessa e di conseguenza verso la fine della giornata un po' di stanchezza la accumuliamo, e per la prima volta nella vacanza mi sento frustrato da un ritardo di sole 2 ore che alla fine non si sente e che ci permette di conoscere Jorge, un argentino ebreo trapiantato in Brasile con molte idee sul mondo e opinioni forti. É il primo sostenitore di Milei che incontriamo. Qualche ora prima in quello stesso giorno in un taxi per Buenos Aires chiesi al nostro tassista, molto bravo e con cui mi sentivo molto in confidenza, che ne pensasse del nuovo presidente del consiglio. Il giudizio é netto: una disgrazia. (col taglio del peso) la benzina é raddoppiata. Metto la prima parte tra parentesi perché non mi é chiaro se lui capisca le cause, ma ha di certo chiaro le conseguenze. É molto arrabbiato e ci ricorda di uno sciopero generale di più giorni che avverrà dopo Natale. Gli lasciamo una mancia forse troppo alta, ma lo ringraziamo per l'onestà.

Mi rieccheggiano in mente le parole di Milei sul fatto che gli argentini si sono abituati a vivere in un sistema di sussidi che li ha resi più poveri e che non é sostenibile per colpa della poca attrattivita del debito pubblico argentino. Se lasciamo da parte considerazioni sulle politiche sociali, é chiaro che uno shock economico in Argentina serve. Essendo stati ora in due paesi confinanti, Brasile e Chile, non ti fai nessun problema a pagare con la carta perché sai che il valore dei tuoi soldi é lo stesso dovunque tu paghi. In Argentina, invece il valore dei soldi é un concetto relativo. Ogni posto fa un cambio diversi se si paga in contanti e ad ogni modo pagare in contanti produce un valore superiore che pagare con la carta. La conseguenza é una economia schizofrenica dove nessuno si fida veramente a 'pagare' e si fa in giro con mazzi e mazzi di banconote. La lonely mi ricorda che a gennaio 2022 con un dollaro si compravano 18 Pesos, ora se ne comprano 800 ufficialmente, ma in contante anche 900-1,000. Lo stesso cambio ufficiale 13 giorni fa era 350. L'impressione é che L'Argentina si sia persa e debba ritrovare se stessa, e forse capire quanto valgono i propri soldi sarebbe un buon punto di inizio.

Non che sembra che gli argentini stiano male. Tutti ci dicono che stanno male, ma quello che si vede in giro é un ceto medio basso diffusissimo che vive o sopravvive e che sicuramente ha la dignità. Il 24 abbiamo avuto una prima impressione di Buenos Aires, é stato un impatto felice, pieno, positivo, ma non voglio sbilanciarmi al momento sulla città. Abbiamo visto solo una piccolissima parte di una città enorme, solo mezzo quartiere, e qualche ombra l'ho già intravista.

Nonostante menzioni di potenziali catastrofi meteorologiche, siamo atterrati a Porto Iguazú appena entrati nel giorno di Natale. Siamo ancora qui, ripartendo solo domani. Siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo, anche di più. Viaggio in barca, in elicottero, camminate su camminate, viste infinite su delle cascate bellissime. Ci sono posti nella vita che non si possono vivere da soli, sono troppo belli, troppo enormi, troppo rinomati per riuscire a viverli in intimità. Di conseguenza, l'esperienza di fruizione delle cascate risulta molto guidata e trafficata, a parte elicottero e barca. In questi casi però, bisogna rendersi conto che essere qui noi stessi aumenta quel numero di persone e che rifarei mille volte la scelta di tornare. Ho scoperto un miracolo della natura, e questi non succedono molto spesso.

Siamo anche riusciti a rilassarci a bordo piscina o di fronte ad una birra, e, soprattutto, continuare e continuare a parlare confrontarsi e condividere. Questa vacanza si sta rivelando un assoluto successo da questo punto di vista, era uno dei miei obbiettivi e sono contento che stiamo riuscendo ad ottenere un livello di complicità naturale molto alta e degli spazi di conversazione dove tutti si possono esprimere e confrontare.

Il Natale é venuto e passato, e ci segna che la fine della vacanza si avvicina. É venuto e passato anche per mia moglie Miriam e Leonardo. Purtroppo, Leonardo non é stato molto bene in questi giorni e ha richiesto molto supporto da Miriam e la sua famiglia. Si sospetta sia covid, ma di certo non é stato se stesso. Ora si sta riprendendo, ma sicuramente non é stato facile per me essere distante da loro in questi momenti. Ho una stima infinita di Miriam e so che ha fatto il meglio che ha potuto, spero riesca a prendersi un po' di tempo per lei prima di capodanno per permettere anche a lei di 'staccare' prima del grande ritorno dopo le Vacanze.

Questa sera ci doniamo un alternativa alla carne Argentina, un ristornate Italiano. Il nome però, la Toscana, non promette bene come varietà. Almeno una pastina ce l'avranno.

Scioperi permettendo, e prima che le nostre vie si dividano, ora ci prepariamo ai fuochi di artificio finali a Buenos Aires dove ci aspettano due cene nei rinomatissimi ristoranti Elena, di carne, e Aramburu, recentemente nominato 2 stelle Michelin. Se riuscissimo, anche uno spettacolo di tanto e perche no.. Qualche club! 

Buon Natale a tutti.

Enrico 

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