Classifica inalterata
La battuta su Moreno, lo studente dell’istituto tecnico che una volta diplomato diventerà il Perito Moreno, proprio come il più famoso dei ghiacciai del Sudamerica, si rivela molto più vicina alla realtà di quanto uno possa pensare.
Me lo svela Guadalupe, la nostra guida, mentre a bordo di un pulmino Mercedes che ci accompagna all’interno del Parco Nacional, ci racconta del ghiacciaio e del perché si chiama così.
In pratica, Francisco Pascasio Moreno fu l’esperto, ovvero il Perito, che supportò la causa Argentina nella disputa di confine con il Chile che, ad evitare una guerra inutile, fu arbitrata da un giudice inglese. Il successo nell’attribuzione all’Argentina dei territori circostanti il ghiacciaio fu tale che fruttò al Moreno una concessione di un grande appezzamento di terreno argentino.
Il geografo però, disinteressato a tale ricchezza, la barattò con la promessa da parte del governo argentino di istituire un parco nazionale nella zona ottenuta dalla disputa con il Chile.
Il generoso “scientifico”, così chiamano qui gli scienziati, morì però in povertà, senza neanche, pensa l’assurdo, aver visto il ghiacciaio che porterà poi il suo nome come postumo risarcimento. Moreno aveva interrotto l’esplorazione della zona senza arrivare all’ansa che rivela, quasi all’improvviso, la maestà del fronte glaciale.
Ecco, l’impatto con il fronte, alto dai 40 ai 70 metri è certamente maestoso.
I riflessi azzurri che ne accompagnano le forme straordinariamente irregolari sono in parte dovuti alle bolle di ossigeno imprigionate nel ghiaccio che, di per sé è trasparente ed incolore ed offrono l’immagine, abbagliante e senz’altro insolita, di un gigante che si tuffa, rumorosamente vivo, nelle gelide acque del Lago Argentina.
Tornando a Moreno, confesso che avevo il timore, vista la rinomanza del Perito, che avrei dovuto rivedere la mia classifica dei posti più belli. Invece no, Uluru al primo posto, Gran Canyon al secondo e Dolomiti con Piscinas pari merito al terzo, mantengono con distacco la loro posizione.
La giornata, spesa interamente a percorrere le passerelle di ferro costruite a costeggiare il ghiacciaio, o sulla barca che offre la possibilità di chiudere il cerchio attorno al ghiacciaio, regala comunque momenti di assoluto piacere. Lo testimoniano le centinaia di foto scattate coi ragazzi.
Certamente, da un punto di vista naturalistico, il Perito Moreno gioca la sua partita, ma nemmeno per il quarto posto ha molte speranze. Anche senza riflessioni approfondite, così di primo acchito mi vien da dire che Lady Elliot e la sua barriera corallina, o la cavalcata a Bryce Canyon, per dire le prime due pretendenti che vi vengono in mente, brucerebbero il Perito nella gara per la quarta posizione.
Domani, digestione del bisteccone permettendo, partiremo con l’auto a noleggio, verso Torres del Paine. Sono curioso di vedere a quale posto può aspirare questa destinazione cilena così blasonata.








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