Ballando con le stelle
Il viaggio verso il balzo oceanico che ci porterà a Buenos Aires inizia presto il venerdì mattina con un treno di Italo da Verona. La mia solita mania della contingency, questa volta veramente tanta, sacrifica tutta la giornata in una lunga serie di attese di treni e aerei quasi tutti in perfetto orario.
Il primo incontro pianificato è con Enrico, direttamente a Fiumicino. Luca, reduce da un congresso di medicina, arriverà nel pomeriggio.
Basta poco, quando siamo in tre, ad accendere il clima di svacco e attivare le solite dinamiche tra di noi. Enrico vulcanico, Luca stanco, io che sganascio continuamente, indeciso se tenere a freno i due o eccitarli ulteriormente.
A Fiumicino passiamo un po’ di tempo, visto che ne abbiamo a iosa, in una lounge a pagamento, giusto per iniziare con uno stacco rispetto alle passate esperienze, questa vacanza così diversa, ma per tanti aspetti uguale alle altre.
Nonostante una partenza leggermente ritardata, le 14 e passa ore che trascorriamo in aereo, inscatolati nelle ultime file della classe economy, scorrono veloci anche più del previsto. Riesco (è la prima volta) anche a vedere per intero un film, ARGO, la storia dell’’avventuroso recupero di 6 ostaggi americani detenuti in Iran durante i primi giorni della rivoluzione komehinista del 1980. Poi, dopo una pessima cena, ed un tentativo di guardarmi Blade Runner 2049 mi addormento. Il viaggio però è tormentato da impressionanti sussulti dovuti alle perturbazioni in quota incontrate durante la traversata. L’aereo sembra davvero ballare, scosso violentemente in ogni direzione. Le stelle, non le vedo, ma di sicuro ne accompagnano la danza.
L’arrivo a Buenos Aires in perfetto orario come le operazioni ai bagagli e ai passaporti e il successivo balzo verso El Calafate filano lisci e senza intoppi.
Il paesaggio patagonico, non appena l’aereo inizia a scendere rendendolo visibile, assume le sembianze di una landa marziana. Solo terra, non così rossa, ma pur sempre rossastra, si espande per distanze incalcolabili senza che niente, cespugli o ruscelli, movimentino un pochino il desolante panorama.
Arrivati a Sl Calafate, nemmeno usciamo dall’aeroporto che i due già hanno prenotato per il pomeriggio un giro in quad nel bel mezzo del nulla.
Nell’attesa, oltre che far esplodere gli zaini nel nostro carino appartamento Airbnb, ci rifocilliamo iniziando la dieta carnivora in un vicino ristorante.
Sarebbe troppo faticoso raccontare il resto della giornata. Di tassisti, ibis, autisti, baffi, cani, droni, quad e birre racconterò domani se mi avanzerà, dopo l’escursione al Perito Moreno, qualche caloria per farlo.
Posso intanto anticipare qualche foto qui.
Buona notte










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